Lo Sblocca Italia di Matteo Renzi è stato bocciato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, dopo che la questione era diventata di dominio internazionale a seguito dei fatti del 2018. Inceneritori e termovalorizzatori, benché possano essere prioritari, dovranno essere sottoposti alla Valutazione ambientale strategica: è questa, in soldoni, la decisione della Corte di Giustizia Ue.

Bocciato lo Sblocca Italia, il decreto di Matteo Renzi divenuto legge

Il decreto di Matteo Renzi, poi divenuto legge, che risponde al nome di Sblocca Italia era una mossa per permettere l’installazione di inceneritori e termovalorizzatori senza la necessità della Valutazione ambientale strategica. Il decreto, realizzato nel 2014, aveva portato alla realizzazione delle norme esecutive a partire dal 2016, tanto che erano stati previsti 12 tra inceneritori e termovalorizzatori per 10 regioni.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha bocciato il decreto, pur non vietando la necessità che questi vengano realizzati. Benché siano prioritarie le realizzazioni di questi strumenti, essi devono essere sottoposti alla Valutazione ambientale strategica.

Il commento di Salvatore Micillo, sottosegretario all’Ambiente

La bocciatura dello Sblocca Italia è stata salutata con soddisfazione dal sottosegretario all’Ambiente, Salvatore Micillo, che ha così commentato la decisione della Corte di Giustizia Ue: “È un esito che dà ragione a quanto diciamo da anni, arginando il pericolo di nuovi inceneritori sul territorio nazionale”.