Sigarette e cannabis in aumento: stangata sulle accise, quando si prevede

Arrivano pessime notizie anche per i fumatori, molto presto potrebbero aumentare i prezzi di sigarette e cannabis, ecco quando si prevede la stangata sulle accise.

Sono previsti infatti forti aumenti su entrambi questi beni, non considerati per ovvi motivi di prima necessità.

Prezzo sigarette aumentato - Fonte AdobeStock
Prezzo sigarette aumentato – Fonte AdobeStock

Molto breve probabilmente anche i fumatori più incalliti ci penseranno due volte prima di accendere una sigaretta; è infatti previsto l’aumento delle accise anche sulle sigarette, considerate ovviamente un bene non di prima necessità.

La “bionda” inoltre potrebbe non essere l’unica interessata, dal momento che si parla di aumentare le accise anche sulla cannabis e sui prodotti da essa derivati. Vediamo nel dettaglio cosa potrebbe succede e, soprattutto, quando.

Accise sulle sigarette, cosa accadrà e quando

Con l’inflazione, tutti i prezzi sono aumentati, per cui anche le sigarette (che non sono considerate un bene di prima necessità) potrebbero avere uno scatto di prezzo. In particolare il nuovo governo sta al momento studiando le nuove misure da inserire nella manovra e tra queste si parla anche dell’aumento delle accise sulle sigarette.

Prezzo sigarette aumentato - Fonte AdobeStock
Prezzo sigarette aumentato – Fonte AdobeStock

Al momento non c’è una data fissata, essendo ancora la manovra finanziaria in fase di studio, ma bisogna tener presente che per i tabaccai già quest’anno l’accisa è passata al 35%, per cui l’anno prossimo (già a partire da gennaio) potrebbe arrivare al 40% e dunque comportare un aumento dei prezzi.

Una vera stangata per le famiglie, considerato che i fumatori in Italia sono molti, ma ad oggi non c’è ancora niente di certo. Sembra invece più sicuro che cannabis light (ovvero con una soglia di THC inferiore o pari allo 0,5%) e dei prodotti derivati potrebbe vedere davvero un aumento delle accise – al momento fissata al 5% per i primi 5 anni e che potrebbe poi salire al 15%.

Una pessima notizia, dunque, per i fumatori che già non troppo tempo fa hanno scoperto di non poter pagare sempre le sigarette con il bancomat; nonostante infatti quest’anno siano state previste nuove sanzioni per i titolari di negozi e ristoranti che si rifiutano di accettare il pagamento elettronico, i tabaccai sono stati esentati.

Questo perché le associazioni interessate hanno sottolineato non solo i costi della transazione con il pos si conciliano male con la tipologia di bene da loro offerto ma anche perché esiste già la tracciabilità fiscale di questo prodotto (dal momento che le tabaccherie sono una concessione di Stato).