Hai tra i 18 e i 59 anni senza figli a carico, perdi il reddito di cittadinanza

Arrivano nuove informazioni che riguardano la revisione del reddito di cittadinanza, se hai tra i 18 e i 59 anni e non hai figli a carico lo perdi.

Già da tempo si parla di modificare questo tipo di sostegno, in modo che possa arrivare con più efficacia a determinate categorie di persone.

Reddito di cittadinanza - Fonte AdobeStock
Reddito di cittadinanza – Fonte AdobeStock

Il reddito di cittadinanza è sempre stata una misura piuttosto discussa in campo politico, soprattutto da parte dell’allora opposizione perché vista come uno strumento che disincentiva al lavoro.

Ad oggi infatti sono molte le proposte di modifica, che dovrebbero essere discusse prossimamente, per far sì che questo tipo di sostegno arrivi ad una platea più ristretta ma con maggior efficacia.

Reddito di cittadinanza, come funziona oggi questo sostegno

Prima di capire quali siano le modifiche che l’attuale esecutivo vorrebbe applicare al reddito di cittadinanza, cerchiamo di capire come funziona oggi questo sostegno per i cittadini.

Reddito di cittadinanza - Fonte AdobeStock
Reddito di cittadinanza – Fonte AdobeStock

Al momento il sussidio può essere richiesto da tutti i cittadini italiani, europei ed extracomunitari residenti da almeno 10 anni nel nostro paese. Al momento della richiesta si deve dare immediata disponibilità a lavorare o seguire percorsi formativi e l’erogazione del sostegno è prevista per i successivi 18 mesi, ma con la possibilità di rinnovo nel caso non sia stato possibile collocare il soggetto.

Quest’ultimo ha la facoltà di rinunciare al massimo due volte il lavoro proposto, pena l’annullamento del reddito di cittadinanza. Per chi invece è considerato inabile al lavoro viene previsto un reindirizzamento presso i servizi sociali. Ovviamente sono richiesti anche una serie di documenti attestanti l’ISEE e il proprio patrimonio, che però non sono al momento oggetto di discussione da parte del governo.

Reddito di cittadinanza, come potrebbe cambiare il sostegno

Ad oggi dunque si parla di modificare il testo – come ha chiarito nuovamente in queste il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon. Quest’ultimo ha parlato soprattutto della possibilità di non estenderlo più a vita per chi è abile al lavoro, in modo tale (specifica il politico) da rendere la misura più efficace per chi invece non lo è.

Reddito di cittadinanza - Fonte AdobeStock
Reddito di cittadinanza – Fonte AdobeStock

Si parla dunque di un periodo massimo di 36 mesi – strutturato con l’erogazione per 18 mesi a cui segue uno stop di 6 mesi e un ulteriore rinnovo di 12 mesi con assegno tagliato. In questo lasso di tempo ovviamente il soggetto deve essere inserito nel mondo del lavoro o seguire corsi di formazione.

Secondo l’attuale governo infatti l’attuale struttura del RdC avrebbe disincentivato al lavoro, a discapito di tutti i soggetti che non sono considerati abili e che dunque dovrebbero essere i veri beneficiari del sostegno.

In particolare per il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanbattista Fazzolari ha spiegato che con le nuove proposte al tavolo chi ha tra i 18 e i 59 anni ed è senza figli a carico potrebbe perdere l’assegno perché “chi non può lavorare non può essere trattato come chi può“.