Concorsi pubblici: da novembre cambia tutto, come si dovrà procedere

Nel merito dei concorsi pubblici arrivano grandi cambiamenti sotto tantissimi punti di vista. Da novembre dunque si dovrà procedere in questo modo.

Test scritto - Fonte Pixabay
Test scritto – Fonte Pixabay

I concorsi pubblici stanno per entrare in una nuova fase, in cui tutto sarà organizzato in maniera diversa e in cui cambieranno anche le quote di candidati selezionati. Già negli ultimi mesi – esattamente dal 1 luglio – sono stati apportati alcuni cambiamenti voluti dal ministro Renato Brunetta, ma a partire dal 1 novembre queste modifiche diverranno obbligatorie. Vediamo dunque in cosa cambierà l’accesso ai concorsi pubblici.

Concorsi pubblici: tutti cambiamenti che entreranno in vigore

Tra le tante novità introdotte negli ultimi mesi c’è la possibilità di pubblicare i bandi di concorso non più sulla Gazzetta Ufficiale ma sul portale di reclutamento dell’InPA – sito per le assunzioni a tempo indeterminato.

A partire dal 1 novembre però questo diventa un obbligo, al fine di rendere il sistema più semplice grazie alla digitalizzazione. Per accedere sono necessari Spid, Cie e Cns – ovvero identità digitale, carta d’identità digitale e tessera sanitaria (ora chiamata carta nazionale dei servizi).

Accesso ai concorsi al pc - Fonte Pixabay
Accesso ai concorsi al pc – Fonte Pixabay

Sono stati, inoltre, apportati moltissimi cambiamenti anche sui tempi per le procedure – che ora dovranno concludersi entro 120 giorni dalla data della prova scritta o della convocazione – ma anche i requisiti per accedere e la composizione della commissione.

Quest’ultima in particolare dovrà essere composta anche da specialisti in risorse umane e psicologia, al fine di analizzare non solo le competenze ma anche le condizioni del soggetto esaminato. Infine, per favorire anche i soggetti che hanno difficoltà a muoversi tra regioni per effettuare i test, ci sarà la possibilità di fare delle selezioni decentrate per circoscrizione territoriale.

Concorsi pubblici, come cambiano le selezioni

Per quanto riguarda l’accesso ai concorsi, è stato stabilito che saranno aperti anche agli stranieri non appartenenti alla comunità europea, purché rientranti in categorie molto specifiche: dovranno ovviamente avere il permesso di soggiorno in Italia, essere titolari dello status di rifugiato o della carta di soggiorno (ovvero il permesso di soggiorno per un lungo periodo).

Test - Fonte Pixabay
Test – Fonte Pixabay

Un aspetto molto importante, infine, riguarda la parità di genere – da ora assicurata con meccanismi volti a favorire il genere meno rappresentato. La norma però non si applica se il differenziale di genere è pari o superiore al 3’% delle domande presentate al momento della selezione.