È allarme per lo smog che riguarda le città italiane, in particolare quelle del centro Nord. Il problema sta assumendo dimensioni croniche, come ha rilevato Legambiente soprattutto in riferimento alle regioni della Pianura Padana. I dati che si riferiscono all’accumulo di polveri sottili, specialmente PM10, nell’atmosfera sono veramente preoccupanti. Basti pensare ad alcuni esempi, come Frosinone e Milano, in cui i livelli hanno superato di molto i limiti.

I dati del dossier Legambiente

Legambiente ha messo in evidenza che il problema dello smog che interessa le città italiane non deve essere sottovalutato. Gli ambientalisti hanno riferito che 53 capoluoghi di provincia italiani hanno superato i limiti previsti per la diffusione nell’aria delle polveri sottili e per l’ozono.

Torino ha sforato di 86 giorni, Milano 72, Rovigo 69. Poi la classifica prosegue con i 68 giorni di Frosinone e Venezia, i 66 di Alessandria, i 65 di Padova e Pavia, per finire con 64 giorni di superamento dei limiti di Cremona e con 62 giorni di superamento per Treviso, stando a ciò che è successo nell’anno appena trascorso.

In ogni caso il bilancio è negativo guardando anche ai dati che si riferiscono agli ultimi 10 anni: il 28% delle città monitorate ha superato i limiti di PM10 consentiti.

Le minacce per la salute

Gli ambientalisti fanno notare come il problema dello smog sia molto forte, perché l’inquinamento minaccia la salute dei cittadini, oltre a creare danni all’ambiente circostante.

Le principali fonti di inquinamento sarebbero costituite dal trasporto stradale, dal riscaldamento domestico, dall’industria e dall’agricoltura. Secondo gli esperti il blocco del traffico dovrebbe essere più strutturato ed ampliato, in modo da incidere in maniera più adeguata sulla riduzione dello smog.