Un vero e proprio identikit del suolo lunare quello che è stato realizzato tenendo conto dei frammenti che sono stati portati sul nostro pianeta nello scorso mese di dicembre attraverso la missione Chang’e-5. La missione cinese ha permesso di raccogliere due chili di frammenti di roccia e di polvere, che sono stati analizzati dagli esperti e che hanno permesso di tracciare un primo vero e proprio identikit del suolo del nostro satellite naturale.

La composizione dei materiali analizzati

Il 90% dei campioni è formato in particolare da materiali di origine vulcanica che provengono dal luogo in cui si trova la sonda. L’altro 10% riguarda una composizione diversa dal punto di vista chimico, che potrebbe interessare altre aree del suolo lunare o potrebbe provenire anche da altri oggetti celesti che hanno colpito in passato la Luna.

Si tratta del materiale più recente che abbiamo mai avuto la possibilità di analizzare sul nostro pianeta. La sonda della missione in questione, infatti, è posizionata su una delle zone più recenti del satellite, quella chiamata Oceano delle Tempeste, che risale ad un periodo di circa due miliardi di anni fa.

Possibili anche materiali provenienti da impatti

Tra i materiali che sono stati analizzati e che provengono proprio dalla Luna ci sono delle piccole gocce vetrose che potrebbero provenire da due camini vulcanici non attivi posizionati ad una distanza di 230 e 160 chilometri rispetto al luogo in cui si trova la sonda Chang’e-5.

Una parte dei materiali inoltre, secondo quanto dicono gli esperti, potrebbe essere quella proveniente da impatti. In particolare una buona parte potrebbe provenire dal cratere di nord est chiamato Harpalus.