La pandemia di coronavirus non è riuscita a bloccare sufficientemente il riscaldamento globale. È questa la conclusione a cui è arrivato uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati di recente. Inizialmente si era pensato che il calo di emissioni provocato dall’epidemia globale potesse aver avuto un’influenza fondamentale nel rallentare la crisi climatica. Invece l’effetto non è stato così sostanziale.

Le emissioni sono scese soltanto del 17%

Gli studiosi, in uno studio pubblicato su Nature, hanno considerato il calo complessivo delle emissioni a livello globale, riscontrando che ad aprile 2020 le emissioni nocive sono calate del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per la prima volta, nel considerare la riduzione delle emissioni dannose per l’ambiente, si è tenuto conto dell’apporto di vari settori, come quello dell’energia, dell’industria, del trasporto, degli edifici e dell’aviazione.

Si tratta di un calo del 17% che è sicuramente significativo, ma a quanto pare, a detta degli esperti, non basta.

I dati sul calo delle emissioni sono preoccupanti

Gli esperti ritengono che i dati sulle emissioni nocive che contribuiscono al riscaldamento globale sono poco rassicuranti. È vero che in certi casi, come per esempio nel caso del trasporto aereo, la riduzione è stata notevole, pari a circa il 60%. Però gli esperti sottolineano che si tratta soltanto di un calo temporaneo.

Inoltre appare sconfortante il fatto che questa riduzione dell’inquinamento ci sia stata soltanto in seguito ad una pandemia, mentre l’obiettivo della riduzione del 17% dovrebbe essere quello che normalmente dovremmo raggiungere.

I ricercatori affermano che questo calo di emissioni dovuto al coronavirus serve soltanto a limitare il riscaldamento della Terra di pochissimi gradi.