Il 2020 è stato l’anno della pandemia da coronavirus, che sta ancora imperversando in gran parte del mondo. Gli studiosi pensano che tutto ciò potrebbe non rappresentare un caso isolato e si dicono preoccupati sul fatto che i cambiamenti climatici tutt’ora in corso potrebbero provocare la diffusione di altre pandemie.

L’effetto dello scioglimento del permafrost

In particolare gli ecologisti si concentrano sullo scioglimento dei ghiacciai e soprattutto sul fatto che i mutamenti climatici e la distruzione degli ecosistemi stanno portando anche allo scioglimento del permafrost.

Quest’ultimo rappresenta lo stato di ghiaccio perenne che è tipico delle zone più fredde del pianeta. Mentre in assenza di mutamenti climatici forti si scioglie nelle stagioni più calde e torna a riformarsi quando fa più freddo, adesso si sta sciogliendo molto più velocemente di quanto si prevedesse.

Lo scioglimento del permafrost fa preoccupare, anche perché all’interno di questo ghiaccio possono esserci dei virus congelati da diverse migliaia di anni. Si tratta di virus sconosciuti, nei confronti dei quali l’uomo non ha sviluppato una risposta immunitaria. Per esempio nei ghiacciai della Cina sono stati individuati 33 virus, 28 dei quali sono sconosciuti.

I rischi connessi al risveglio dei virus sconosciuti

Gli studiosi affermano che i virus presenti nei ghiacciai potrebbero risvegliarsi e ci sono stati tanti casi nel corso del tempo che hanno dimostrato quella che non è soltanto un’ipotesi. Secondo alcuni studi, risulta che il 70% delle malattie degli ultimi 40 anni è trasmesso all’uomo da animali selvatici tramite virus che hanno fatto il salto di specie, proprio come è accaduto nel caso del Covid 19.