Pensioni 2023: dal 1 gennaio arrivano gli aumenti

Si torna a parlare di pensioni e del ricalcolo che dal 1 gennaio 2023 comporterà un aumento degli assegni.

Già da diversi mesi si discute del ricalcolo delle pensioni, ma oggi arrivano ulteriori dettagli sulle soglie previste dall’INPS.

Uomo controlla la pensione - Fonte AdobeStock
Uomo controlla la pensione – Fonte AdobeStock

Per far fronte all’inflazione e al caro bollette lo Stato negli ultimi mesi ha predisposto l’istituzione di diversi bonus sia per i lavoratori che per i pensionati con reddito particolarmente basso.

Si tratta di misure che ovviamente non possono protrarsi all’infinito, ma che hanno permesso di arginare il problema fino al ricalcolo delle pensioni, che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2023. In questi giorni sono stati forniti finalmente ulteriori dettagli sui nuovi assegni dell’INPS.

Pensioni 2023, come sono ricalcolati e aumentati gli assegni

Proprio in queste ore il ministro dell’Economia (Giancarlo Giorgetti) ha infatti firmato il decreto per il ricalcolo delle pensioni che sarà introdotto già a partire dal 1 gennaio 2023. Un adeguamento necessario a causa dell’inflazione, calcolata dall’Istat al 3 novembre 2022.

Pensione - Fonte AdobeStock
Pensione – Fonte AdobeStock

Proprio su questi ultimi dati si è basato il ministero per strutturare il nuovo decreto, stabilendo le nuove cifre che i pensionati troveranno sull’assegno. Tutti i pensionati, dunque, riceveranno un aumento della propria pensione pari al 7,3% già a partire dal primo mese del nuovo anno.

Nel frattempo però questo non è l’unico aspetto discusso nelle ultime ore, dal momento che si attende con ansia una nuova riforma pensionistica per evitare che subentri di nuovo la legge Fornero – che in molti vorrebbero cercare di superare.

Prossimamente infatti scadranno sia Opzione Donna che Quota 102, per cui al momento ci sono diverse opzioni in ballo. Alcuni parlano della possibilità di concedere un bonus a chi decide di continuare a lavorare oltre i 63 anni di età, mentre il governo insiste sulla necessità di rinnovare il su menzionato trattamento pensionistico anticipato per le donne.

Sono molti, gli scenari possibili, soprattutto perché ancora oggi si discute molto sul Quota 41, una misura proposta dalla Lega che propone la possibilità di andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di contributi. La ministra del lavoro Marina Calderone, ad esempio, lo vede come un ottimo spunto di riflessione fermo restando che “non può essere solo un 41 secco“.