Disoccupazione anche per i giornalisti, paga l’INPS

Negli ultimi mesi sono cambiate le regole per l’accesso alla disoccupazione per quanto riguarda i giornalisti. Da ora è l’INPS a pagare. 

Con la legge di bilancio del 2022 le funzioni svolte dall’INPGI per i trattamenti di disoccupazione dei giornalisti sono passate all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale.

Giornalista al lavoro - Fonte Pixabay
Giornalista al lavoro – Fonte Pixabay

Dallo scorso luglio sono cambiate completamente le regole per poter ricevere la disoccupazione riguardante la categoria di giornalisti. Se infatti prima era l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, a partire da questa estate tutte le procedure sono passate definitivamente all’INPS.

Disoccupazione per i giornalisti: come funziona

Fino al 31 dicembre del prossimo anno, comunque, i trattamenti per la disoccupazione riguardanti i giornalisti sono riconosciuti secondo le regole previste fino ad oggi dalla normativa dell’INPGI.

Pc e giornale - Fonte Pixabay
Pc e giornale – Fonte Pixabay

A partire dal 1° gennaio 2024 invece si applicherà la disciplina prevista per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti. Vi ricordiamo inoltre che il trattamento è rivolto ai giornalisti che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro o che sono stati costretti alle dimissioni per una giusta causa (ovvero mancato pagamento della retribuzione o peggioramento delle condizioni lavorative).

Sono quindi esclusi tutti i soggetti che hanno interrotto volontariamente i rapporti lavorativi per dimissioni non legate a particolari problematiche o per risoluzione consensuale.

Disoccupazione per i giornalisti: come richiederla

Come anticipato, dunque, nel periodo transitorio che va dal 1° luglio 2022 fino al 31 dicembre 2023 si può presentare regolare richiesta per la disoccupazione tramite il servizio “disoccupazione ordinaria per i giornalisti” tramite il sito dell’INPS.

Taccuino giornalista - Fonte Pixabay
Taccuino giornalista – Fonte Pixabay

Oltre quella data seguirà invece le regole della NASpl. Vi ricordiamo infine che l’indennità corrisposta è pari al 60% della retribuzione media degli ultimi 12 mesi lavorativi e può essere percepita per un massimo di 720 giorni.

L’importo massimo che si può percepire è pari a 1.745,30 euro al mese (dunque l’indennità giornaliera è di 56,30 euro al giorno), ma a partire dal 181° giorno di prestazione quest’ultima sarà ridotta del 5% ogni trenta giorni fino alla sospensione totale – come appena indicato. Sul già menzionato portale dell’INPS, in ogni caso, ci sono tutte le indicazioni per poter presentare correttamente la domanda.