Eruzione di vulcano in Islanda mostra come le particelle di zolfo influenzano le nuvole

E’ stato a lungo sospettato che le emissioni di zolfo possono illuminare le nuvole. Ma mentre gli esseri umani hanno pompato zolfo nell’atmosfera terrestre dalla rivoluzione industriale, è stato difficile misurare come questo influenzi le nuvole. Una nuova ricerca dell’Università di Washington utilizza una eruzione vulcanica in Islanda per misurare il cambiamento.

Il nuovo studio, che sarà pubblicato nel Geophysical Research Letters, una rivista della American Geophysical Union, mostra che le emissioni di zolfo effettivamente determinano dimensioni ridotte delle gocce che compongono le nuvole, creando nubi luminose che riflettono in modo significativo più luce solare.

“Questa eruzione è l’occasione per abbattere una delle grandi incertezze nei modelli climatici”, ha detto il primo autore Daniel McCoy, studente di dottorato in scienze atmosferiche. Lo studio si avvale di un evento geologico unico. Durante sei mesi dell’estate 2014 fino all’inizio 2015, una crepa nel vulcano Bárðarbunga filtrava lava e gas di zolfo. I ricercatori hanno esaminato i dati per quella regione.

I risultati confermano che i vulcani raffreddano il pianeta non solo emettendo particelle nell’atmosfera, ma anche rilasciando un basso livello di zolfo che influenza la formazione di nubi.