Un team di ricercatori del Mit potrebbe aver trovato una soluzione possibile per raggiungere il magma presente a 20 chilometri di profondità. La perforazione del suolo potrebbe permettere, infatti, di raggiungere quella che viene indicata come una vera e propria fonte inesauribile di energia. L’idea è quella di utilizzare un grande perforatore, capace di arrivare a questa profondità, per sfruttare questa particolare fonte di energia.

Una fonte alternativa rappresentata dal magma

Il fabbisogno di energia nel nostro pianeta richiede delle novità nel settore e per questo sono numerosi gli studi che prevedono di trovare delle fonti alternative ai combustibili fossili per ricavare energia. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha ideato un mega perforatore che avrebbe l’obiettivo di introdursi nel terreno per arrivare a 20 chilometri di profondità, in modo da raggiungere l’area in cui si trova il magma.

In questo caso si tratterebbe quindi di una fonte illimitata di energia, che sarebbe disponibile a costi bassi. Non dobbiamo infatti dimenticare che fonti come l’energia proveniente dal suolo vengono utilizzate già in diversi Paesi, come l’Islanda, anche per la produzione di acqua calda, anche con un grande risparmio economico.

L’idea del girotrone per polverizzare le rocce

Quaise Energy, un’azienda messa a punto da un gruppo di ricercatori del Mit, ha proprio l’obiettivo di utilizzare un girotrone, un tubo sottovuoto al cui interno scorre un fascio di elettroni. Questi ultimi sarebbero in grado di polverizzare le rocce di qualsiasi tipologia.

Si tratta di una tecnologia che potrebbe rivelarsi molto interessante, per permettere in qualsiasi parte del pianeta di avere a disposizione sempre energia pulita, mettendo a punto un insieme di strategie per rendere il tutto più sostenibile, riducendo le emissioni e l’inquinamento.

Secondo i dati che si hanno a disposizione, ricavare energia dal magma permetterebbe di avere una risposta al fabbisogno di energia per un tempo che corrisponde a circa due milioni di anni, con lo sfruttamento dello 0,1% del calore del nostro pianeta.