Gli uccelli e i mammiferi più piccoli, che possono prosperare in una grande varietà di habitat, hanno maggiori probabilità di non estinguersi nei prossimi 100 anni. Questo è quanto scoperto dagli scienziati.

Gli animali con una speranza in più di sopravvivenza

I ricercatori dell’Università di Southampton nel Regno Unito prevedono una salvezza su base mondiale di piccoli uccelli e mammiferi nel prossimo secolo.

In futuro predomineranno gli animali piccoli, a vita veloce. Magari altamente fertili, che mangiano insetti, che possono prosperare in un’ampia varietà di habitat.

Questi sopravvissuti includono roditori, come il gerbillo nano e gli uccelli canori. O ancora il passero-tessitore dai sopraccigli bianchi.

Le specie meno adattabili e a vita bassa, che richiedono condizioni ambientali specialistiche, saranno probabilmente vittime dell’estinzione. Questi “malcapitati” includono l’allocco e il rinoceronte nero.

Cosa accadrà in futuro?

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, prevede che la massa corporea media dei mammiferi diminuirà collettivamente del 25 per cento nel prossimo secolo.

La più grande minaccia per gli uccelli e i mammiferi è l’umanità, con gli habitat che vengono distrutti a causa del nostro impatto sul pianeta. Colpevoli sono la deforestazione, la caccia, l’agricoltura intensiva, l’urbanizzazione e gli effetti del riscaldamento globale.

Questo ridimensionamento potrebbe avvenire a causa degli effetti del cambiamento ecologico. Ma, ironia della sorte, con la perdita di specie che svolgono funzioni uniche all’interno del nostro ecosistema globale, potrebbe anche trasformarsi in uno strumento di cambiamento.

Gli studiosi hanno dimostrato che la perdita proiettata di mammiferi e uccelli non sarà ecologicamente casuale. Piuttosto un processo selettivo in cui alcune creature verranno filtrate, a seconda delle loro caratteristiche e vulnerabilità ai cambiamenti ecologici.

Le estinzioni erano viste in precedenza come tragiche e deterministiche inevitabilità. Ma possono anche essere viste come opportunità per azioni di conservazione mirate. Finché una specie che si prevede di estinguersi persiste, c’è tempo per attuarne una sorta di conservazione. E forse la ricerca si prefigge proprio questo.