Quando si pensa all’inquinamento, molto spesso si fa riferimento alle grandi industrie e al traffico delle città più grandi. Invece adesso uno studio realizzato da una rete europea di organizzazioni ambientaliste ha messo in evidenza che nell’Unione Europea anche il riscaldamento domestico a base di stufe a legna e di piccole caldaie può avere un’incidenza fondamentale, che non va assolutamente sottovalutata.

Che cosa spiega lo studio sull’inquinamento

I dati della ricerca sono molto evidenti, perché affermano che il riscaldamento domestico a base di legna come quello delle piccole stufe può essere considerato il responsabile della metà di tutto il particolato fine e delle polveri nere prodotte all’interno dell’Unione Europea.

I dati che sono stati ricavati dallo studio anzi dicono qualcosa di più, sottolineando che la combustione del legname domestico può essere vista in Europa come l’inquinante maggiore, il principale responsabile dei costi sanitari più alti che le nazioni sostengono.

Un riferimento è stato fatto anche alle nuove stufe e caldaie a legna, che emettono meno particelle rispetto ai modelli in commercio più antichi. Tuttavia neanche questi ultimi modelli sembrano essere considerati come soluzione possibile per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Le soluzioni proposte per il futuro contro l’inquinamento

La rete di organizzazioni ambientaliste europee che ha realizzato la ricerca sottolinea che si avrebbero benefici importanti soltanto se per il futuro fosse praticabile una soluzione alternativa. In particolare bisognerebbe interrompere l’uso su piccola scala della combustione del legno e se si puntasse su un isolamento più efficiente e sulla produzione di calore da fonti pulite.