Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature, le specie marine possono essere più suscettibili agli effetti del riscaldamento globale rispetto alle creature terrestri.

Quali esseri viventi sono a rischio estinzione?

Il gruppo internazionale di ricercatori, tra cui Douglas McCauley dell’UC Santa Barbara, era interessato a capire quali parti della vita sul pianeta stanno pagando le conseguenze del cambiamento climatico. Il team ha eseguito un confronto a due vie, su specie terrestri e specie nell’oceano. Nello specifico, gli studiosi hanno confrontato la sensibilità degli ectotermi, o organismi a sangue freddo, nei due principali reami.

Il principale punto d’appoggio dello studio è che gli ectotermi nell’oceano hanno maggiori probabilità di essere vulnerabili allo stress termico, secondo gli esperti.

Gli scienziati hanno compilato i limiti termici superiori per 406 specie ectotermiche totali – 88 marine e 318 terrestri – e hanno valutato la loro posizione rispetto alla soglia di temperatura prima che iniziassero a subire uno shock termico o un colpo di calore.

La conclusione dell’esperimento: cosa accadrà in futuro

Si è scoperto che nell’oceano gli animali marini si ritrovavano coinvolti in temperature molto più vicine al valore massimo del previsto. Di conseguenza si trovavano in una situazione di stress fisiologico reale rispetto agli animali terrestri, in media. Il che significa che c’è allora meno chance per loro di riuscire a sopravvivere al surriscaldamento nell’oceano.

Dunque, le specie terrestri sono avvantaggiate nella resistenza al riscaldamento globale grazie ai rifugi termici di microhabitat che si trovano all’interno della variabilità naturale sulla terra. Invece nell’oceano gli ectotermi sono soggetti ad uno stress maggiore a causa del minor numero di rifugi termici disponibili lì rispetto a terra.

Oggi, pertanto, tutta l’attenzione dovrebbe essere rivolta agli oceani dato lo stress per la vita marina. Il team esorta ad adottare misure per aiutare a far crescere l’habitat marino, come limitare le attività di pesca o creare aree protette.

Oltre a cercare di mitigare gli effetti del riscaldamento globale, i risultati dello studio potrebbero aiutare gli scienziati marini a cercare di trovare soluzioni per alleviare alcuni degli stress degli animali marini.