In tema di energie rinnovabili la vera rivoluzione sembrerebbe essere rappresentata dall’agrofotovoltaico. È su questo che si punta in Australia, ma anche in altre parti del mondo, visto che anche per esempio in Germania e negli Stati Uniti vanno avanti le sperimentazioni in questo senso.

Il modello australiano dell’agrofotovoltaico

In Australia si sta puntando su un modello di agrofotovoltaico basato su impianti da 5 MW, con i pannelli che vengono montati su delle strutture rialzate. Ci sono molte speranze su questo modello di sfruttamento di energia solare, che comporta un consumo zero di suolo.

Secondo gli esperti però non si dovrebbe fare troppa distinzione, per non creare una competizione con il fotovoltaico a terra, che dovrebbe comunque rispettare le colture agricole.

Come funziona l’agrofotovoltaico

Il sistema di funzionamento ideato, almeno per il momento per quanto riguarda l’Australia, dovrebbe accontentare tutti, compreso il rispetto dell’ambiente. È stata infatti stabilita un’adesione volontaria degli agricoltori che mettono a disposizione i loro campi.

Una società di rete si occuperà di costruire l’impianto a proprie spese, per poi riconoscere ai proprietari dei campi un pagamento per ogni kWh di energia prodotta. L’energia ottenuta sarà poi immessa in rete. Si punta quindi, da un lato, al rispetto della sostenibilità ambientale e, dall’altro, a garantire agli agricoltori un reddito fisso.

Nel frattempo continuano le sperimentazioni anche in Germania e negli Stati Uniti, riscontrando un certo successo, visto che l’agrofotovoltaico ha permesso anche di ottenere abbondanti raccolti in diversi tipi di colture. Il vantaggio sarebbe rappresentato dal fatto che i moduli semitrasparenti riescono ad assicurare un certo ombreggiamento che fa bene alle piante.