Sui fondali del Salento è stato scoperto un sistema di faglie lungo 100 chilometri. La scoperta risale all’Istituto di Vulcanologia e Oceanografia. Il sistema di faglie si estende a sud est di Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.

Come è avvenuta la scoperta del sistema di faglie nel Salento

Gli esperti nel corso del tempo hanno portato avanti diverse campagne geofisiche eseguite su una nave. Attraverso l’analisi di vari dati e di linee sismiche di cui si sapeva già l’esistenza, hanno esaminato le strutture della crosta profonde e i sedimenti quaternari che costituiscono il fondale marino in questa zona italiana.

Quindi così gli scienziati sono riusciti a ricostruire la geometria delle formazioni geologiche e delle faglie fino ad una profondità di 12 chilometri.

Il sistema di faglie del Salento è tutt’ora attivo

Gli esperti sono giunti alla conclusione che questo sistema di faglie che si trova lungo i fondali del Salento ha iniziato la sua attività tra 1,3 e 1,8 milioni di anni fa. Si tratterebbe di un sistema di faglie tutt’ora attivo. Così infatti è emerso dall’analisi di vari sedimenti più recenti. È stato calcolato che, per quanto riguarda la componente estensionale, queste faglie si muovono di circa 0,2-0,4 millimetri l’anno.

Tuttavia gli esperti hanno chiarito anche che la zona in cui si trova questo sistema di faglie costituisce comunque una regione stabile. Si tratterebbe della placca adriatica, più stabile rispetto alla catena appenninica e alla catena ellenica.

Il sistema di faglie scoperto in Salento avrebbe causato il sisma e il conseguente tsunami del 1743.