I cambiamenti climatici mettono a rischio la disponibilità di acqua nella nostra penisola. È questo che emerge a giudicare dai dati che riguardano quello che gli esperti lanciano come un vero e proprio allarme di rischio siccità. In particolare a preoccupare sono le condizioni di disponibilità idrica relative ad alcuni territori, con alcune realtà locali e regionali messe in difficoltà. L’estate potrebbe rendere particolari problematiche soprattutto per il rischio siccità in Sicilia, dove è stato constatato che c’è meno acqua negli invasi rispetto al 2020.

Cosa indicano i dati sul rischio siccità

Gli esperti stanno monitorando la situazione sul rischio siccità, evidenziando diverse criticità. Da un lato, come abbiamo già specificato, i problemi emergerebbero interessando alcune regioni, come per esempio la Sicilia.

Attualmente in Sicilia le disponibilità idriche che si possono rintracciare negli invasi sono pari a circa 375 milioni di metri cubi. Un dato che fa preoccupare, specialmente se si mettono a confronto le disponibilità idriche con quelle dei mesi passati.

Infatti è stato ravvisato che 12 mesi fa le disponibilità ammontavano a circa 540 milioni di metri cubi. Un grande calo, se si pensa che a febbraio 2019 si parlava di più di 612 milioni di metri cubi. A rendere noti questi dati è stato l’osservatorio Anbi sulle risorse idriche.

Preoccupazioni per la siccità anche in Emilia Romagna

I dati forniti dall’Anbi destano preoccupazioni anche per altre regioni, come l’Emilia Romagna, dove i fiumi sono sotto la media. Anche il Po ha ridotto la sua portata, attestandosi sotto le medie del periodo. Si segnala il punto di Pontelagoscuro a -18%.