La potatura della vite è una delle attività di fondamentale importanza nell’ambito delle azioni che servono per prendersi cura di un vigneto. Proprio questa azione può essere determinante, se condotta nel modo corretto, per garantire una giusta produzione di uva e per influire anche sulla qualità dei frutti che si ottengono come risultato finale.

In realtà è bene ricordare che la potatura della vite è un’operazione abbastanza complessa e che esistono infatti numerosi corsi, che hanno l’obiettivo di fornire tutte le informazioni essenziali per poter procedere con la potatura nel vigneto. Senza dubbio sarebbe importante, per sapere tutte le indicazioni utili, frequentare un corso di questo tipo o comunque ricorrere all’aiuto di un esperto nel settore.

In ogni caso in questa guida vogliamo fornire delle informazioni di base sulla potatura della vigna, che saranno utili per iniziare ad apprendere le nozioni essenziali su questa procedura davvero importante per la cura di un vigneto. Vediamo allora quando e come procedere.

Quando potare la vite

Quando potare la vite? Qual è il periodo della potatura della vite? È possibile effettuare la potatura del vigneto in due periodi nel corso dell’anno, anche se bisogna ricordare che in questi periodi vengono effettuati degli interventi diversi.

Si tratta in particolare della potatura invernale, che viene svolta nel corso del riposo vegetativo, e della potatura nel periodo estivo. È essenziale ricordare che la potatura estiva nel caso della vite è molto importante, a differenza di quanto accade con molte altre piante, che prevedono come operazione principale quella da effettuare nel corso della stagione invernale.

Riepilogando, quindi, è possibile effettuare una potatura secca da novembre a marzo e si può procedere con una potatura verde dai mesi primaverili alla stagione estiva.

Come potare la vite

Come potare le viti? Come abbiamo visto, quindi, esistono due tipologie di potatura della vite, quella da effettuare in inverno e quella estiva. Vediamo quindi come potare la vite, tenendo conto delle differenze tra la potatura secca e quella verde.

Cosa fare in inverno

La potatura secca, quella che si esegue nella stagione invernale, consente nell’intervento sui tralci, quelli che sono i rami che hanno un anno di età. Ricordiamo che i tralci che si scelgono devono avere delle gemme ben sviluppate. In seguito alla potatura, i rami assumeranno la denominazione di speroni o di capi a frutto, sulla base della quantità di gemme rimanenti.

Come fare quindi a stabilire se effettuare una potatura corta o una potatura lunga? Bisogna tenere in considerazione il grado di fertilità dei germogli che vengono prodotti dalle gemme basali. Se la fertilità è elevata, è possibile scegliere tra una potatura corta e una lunga. Se la fertilità ha un grado medio, è possibile effettuare una potatura corta. Se la fertilità è bassa, bisogna effettuare una potatura lunga, per usufruire di una buona produzione.

È bene ricordare che la potatura lunga ha una difficoltà di esecuzione minore e permette di gestire al meglio la chioma in una fase seguente. Bisogna però tenere conto del fatto che è una procedura più lunga, che richiede diverse ore.

Questo non succede nel caso della potatura corta, che comunque ha delle necessità diverse per gestire la chioma, nel corso della stagione vegetativa. Con la potatura di questo tipo, in terreni che risultano fertili, si ha una crescita vigorosa dei germogli. In questo caso si devono effettuare interventi di sfoltimento periodicamente.

Cosa fare in estate

La potatura da svolgere nella stagione estiva viene chiamata, come abbiamo visto, potatura verde. Si tratta anche in questo caso di una potatura di produzione, che viene effettuata sulla chioma nel corso della stagione vegetativa. Ci sono diversi interventi da effettuare nel caso della potatura estiva.

Si parla ad esempio di spollonatura, che si effettua togliendo i germogli che si formano nella fase iniziale di questa stagione nel ceppo a partire da gemme latenti. Questi polloni possono essere tolti nel momento in cui raggiungono una lunghezza di circa 10 o 15 centimetri. In questo caso si tratta di un’operazione molto semplice che può essere svolta anche manualmente, senza l’impiego di forbici.

C’è poi la scacchiatura, una fase nella quale si eliminano i germogli in più sugli speroni o su quelli che vengono definiti capi a frutto. Questa operazione è fondamentale per la chioma della pianta e permette di ridurre il rischio di possibili patologie. Anche in questa situazione si tratta di un’operazione che può essere effettuata a mano, nel momento in cui i germogli hanno una lunghezza di circa 20 o 30 centimetri. Se l’operazione viene effettuata in ritardo, è importante utilizzare le forbici, per compiere dei tagli molto puliti e precisi.

Possiamo poi parlare della legatura dei germogli, per rendere tutto il vigneto più ordinato. È un’operazione che interessa soprattutto le forme moderne di allevamento, che necessitano la formazione di una parete ordinata in modo razionale.

Grazie ad un sistema organizzato ad esempio con dei pali, è possibile rendere tutto più ordinato con una struttura che permette di sostenere i tralci. È infatti da ricordare che, se i germogli hanno una libertà di crescita senza una struttura portante, potrebbero finire sul terreno. In questo caso c’è il rischio che vengano spezzati, con un rischio per la crescita corretta delle piante stesse.

In ogni caso è possibile legare i germogli seguendo diverse tecniche. C’è una strategia classica, che viene effettuata manualmente e che permette di legare il germoglio con la rafia, ma che risulta abbastanza complessa da effettuare e che viene svolta solitamente su terreni che non risultano molto ampi.

Possiamo citare poi anche la cimatura, che consiste nell’eliminare la porzione finale dell’apice vegetativo dei germogli, e la sfogliatura, che si effettua togliendo le foglie dai grappoli, per rendere minore la densità della chioma.

Infine possiamo parlare anche del diradamento dei grappoli, che non è in qualsiasi situazione necessario e che si effettua solo se si verifica un aumento della produzione in terreni solitamente fertili, un evento che potrebbe rendere minore la qualità del risultato finale. Come abbiamo già visto, non si tratta di un’operazione indispensabile, ma deve essere effettuata solo in casi particolari.