I platani, alberi davvero magnifici. Appartengono alla famiglia delle Platanacee e sono degli alberi che si contraddistinguono per la loro ampiezza. I platani sono alberi originari dell’America del Nord. In realtà, però, se vogliamo rintracciare le origini dei platani come alberi, dobbiamo fare un’attenta distinzione.

È propriamente la specie chiamata Occidentalis che è originaria dell’America settentrionale. Del platano esiste anche la specie chiamata Orientalis, la cui origine invece si fa risalire alle zone medio asiatiche.

In Italia i platani sono piuttosto diffusi. Li possiamo infatti ritrovare sia nelle zone pianeggianti, ma anche in quelle che rientrano nelle medie colline. Sono degli alberi bellissimi, perché, lo vogliamo sottolineare ancora, assumono una grande dimensione e inoltre hanno come caratteristica principale il fatto di poter vivere a lungo nel tempo. Un platano può arrivare anche a 30 metri di altezza e può vivere fino a 250 anni.

Le foglie e i frutti degli alberi platani

Il colore caratteristico del platano è quello verde o grigio. Ha anche delle parti brune, che, quando cadono, lasciano scoperte una superficie di un colore che va dal giallo al verde chiaro. Spesso i platani si utilizzano in Italia per creare dei viali alberati, che trovano ottima collocazione anche nei territori delle città.

In questo senso sono molto utili, perché, se si piantano in fila, hanno la tendenza a sviluppare la stessa altezza, crescendo in parallelo, e lo stesso discorso si può fare per l’espansione dei rami.

Le foglie dei platani sono molto grandi, hanno delle nervature ben visibili e sono formate da circa cinque o sette lobi. Di solito il loro colore tipico è il verde chiaro, ma in autunno assumono una caratteristica colorazione dorata. I platani sono alberi che hanno fiori a forma di riccio, rotondi e peduncolati.

Come coltivare i platani

Se vuoi iniziare a coltivare i platani partendo direttamente dalla semina, ricordati che questa operazione andrebbe fatta più opportunamente nel mese di aprile. È molto importante utilizzare una grande quantità di semi, per avere l’opportunità che possano crescere questi alberi.

Una volta ottenute le piantine, bisogna effettuare il trapianto e si procede poi alla coltivazione. Si tratta di un processo molto lento. Infatti dovresti aspettare almeno due o tre anni per la messa a dimora definitiva di questi alberi.

Non c’è comunque soltanto la semina come metodo di coltivazione da cui partire. Infatti puoi ottenere dei platani anche utilizzando talee che vanno prelevate dall’albero nel mese di ottobre.

Le talee vanno prese da alcuni rami che si sono sviluppati già da qualche anno e devono essere lunghe almeno 30 centimetri. Si piantano all’interno di un contenitore e poi dopo un anno si possono trasferire in un vivaio.

Anche in questo caso, prima di procedere all’impianto definitivo, le piante devono essere coltivate per circa due o tre anni.

Per quanto riguarda il tipo di terreno da scegliere, ricordati che i platani sono alberi che preferiscono terreni profondi. Sarebbe fondamentale avere un terreno calcareo o argilloso, che abbondi di sostanze organiche.

Come fare la potatura dei platani

Proprio per il fatto che, come abbiamo già detto, il platano raggiunge delle dimensioni notevoli, nel tempo avrebbe bisogno di essere sottoposto ad un’operazione di potatura. L’obiettivo è in certi casi anche di ridurre la sua espansione e la sua altezza.

In generale la potatura è molto tollerata da questi alberi, anche quando per esempio c’è la necessità, come accade nei centri abitati, di effettuare trattamenti drastici.

Anche se non c’è bisogno di effettuare potature regolari, il platano può essere sottoposto a numerosi interventi.

L’esposizione del platano

Il platano andrebbe collocato in una posizione che sia a lungo soleggiata. Ha una caratteristica molto particolare, perché in generale anche da questo punto di vista è un albero molto resistente, visto che riesce a sopportare gli sbalzi di temperatura anche piuttosto notevoli.

Quindi resiste bene sia quando c’è troppo caldo durante la stagione estiva che nella rigidità del freddo invernale.

È resistente anche allo smog. Ecco perché facilmente trova applicazione e utilizzo proprio nei contesti urbani.

L’attenzione nei confronti dei parassiti

La coltivazione del platano è volta anche a fare una certa attenzione nei confronti dei parassiti che possono attaccarlo e possono provocare degli effetti negativi. I platani infatti sono alberi che possono essere attaccati da alcuni parassiti, come i lepidotteri, come per esempio il bombice.

Quest’ultimo è in grado di danneggiare le foglie, così come fa la bucefala, un altro parassita che attacca sempre le foglie dell’albero.

I platani possono essere attaccati anche dal rodilegno, un parassita che arriva ad introdursi nei rami e nei tronchi, scavando delle vere e proprie gallerie.

Per quanto riguarda i funghi che attaccano questi alberi, il più pericoloso si chiama Ceratocytis fimbriata. Questo fungo causa disseccamenti che possono essere anche fatali, incidendo a volte anche sull’intera chioma del platano. Sono poi da ricordare anche alcuni acari, come per esempio il ragno rosso e il ragno giallo, che attaccano anch’essi le foglie.