Uno studio dell’Università di Saskatchewan ha individuato nel reattore di Chernobyl tre specie di funghi, che sarebbero in grado di crescere molto più velocemente in ambienti che abbondano di radiazioni. È una scoperta molto importante, anche per la funzione che questi funghi svolgerebbero in questi ambienti contaminati. Già la scoperta di funghi che crescevano sulle pareti del reattore nucleare di Chernobyl era stata compiuta negli anni ’90, ma in questi ultimi anni si è scoperto qualcosa in più.

Lo studio dei funghi neri che crescono a Chernobyl

Nel 1991 gli esperti hanno inviato un robot pilotato a distanza nella centrale nucleare abbandonata di Chernobyl. Hanno così potuto scoprire la presenza di varie specie di funghi, che in particolare erano riscontrabili sulle pareti del reattore numero 4 di Chernobyl.

I ricercatori hanno notato che i funghi agivano distruggendo la grafite radioattiva. Era come se fossero attratti dalle fonti di radiazioni. Successivamente i ricercatori hanno scoperto che questi funghi sono in grado di assorbire le radiazioni nucleari e di trasformarle in energia, che poi utilizzano per svilupparsi.

Le speranze per il futuro

I funghi di Chernobyl hanno come particolarità il fatto di essere neri. Questa caratteristica è dovuta alle grandi quantità di melanina che sviluppano. Ed è proprio la melanina presente nei funghi che è in grado di assorbire le radiazioni nucleari.

La speranza dei ricercatori per il futuro sarebbe quella di utilizzare questi funghi, per ottenere delle molecole che potrebbero essere somministrate agli astronauti per proteggerli dalle radiazioni a cui sono esposti durante le missioni al di fuori della Terra.