La ricreazione delle foreste e delle coste naturali può essere un valido aiuto per il cambiamento climatico e l’annientamento della fauna selvatica. Questo è quanto sostengono degli attivisti che si scagliano contro la trascuratezza del naturale ecosistema da parte dell’uomo.

Quali sono i dati

Le popolazioni animali si sono ridotte del 60% dal 1970. Per di più pare che una sesta estinzione di massa della vita sulla Terra stia avvenendo ai giorni nostri. Il che vuol dire che bisogna ridurre la quantità dell’anidride carbonica dall’atmosfera onde evitare i peggiori impatti del riscaldamento globale. Alberi e piante succhiano l’anidride carbonica dall’aria mentre crescono e forniscono anche un habitat vitale per gli animali.

Il mondo affronta due crisi esistenziali, sviluppandosi con una velocità terrificante: disgregazione climatica e degrado ecologico. Nessuno dei due viene considerato con la giusta importanza, al fine di impedire che i nostri sistemi di supporto vitale si trasformino in una spirale di collasso.

Il gruppo di attivisti

Tra gli attivisti fervidi sostenitori del ristabilimento naturale non potevano mancare la numero uno degli scioperi Greta Thunberg, ma anche lo scienziato del clima Prof Michael Mann, gli scrittori Margaret Atwood, Naomi Klein e Philip Pullman e gli attivisti Bill McKibben e Hugh Fearnley-Whittingstall.

Rowan Williams, l’ex arcivescovo di Canterbury, Mohamed Nasheed, l’ex presidente delle Maldive, e il musicista Brian Eno hanno per giunta firmato la lettera stilata in merito dallo scrittore guardiano George Monbiot.

Il gruppo sottolinea che le soluzioni per il clima naturale non sono un’alternativa alla rapida decarbonizzazione di energia, trasporti e agricoltura. Entrambi sono necessari, dicono gli attivisti.

Come ripristinare il naturale habitat?

I modi efficaci per ripristinare l’habitat spesso si sovrappongono alla conservazione della fauna selvatica, secondo il gruppo. Potenziare le popolazioni di elefanti e rinoceronti forestali in Africa e in Asia contribuirebbe a diffondere i semi di alberi che hanno un alto contenuto di carbonio, ad esempio, mentre crescere i gruppi di lupi porterebbe a un numero inferiore di piante mangiate dall’alce.

Quali i modi suggeriti per rimuovere l’anidride carbonica dall’aria? Sicuramente tra essi si includono la combustione del legno per generare elettricità e il seppellimento delle emissioni, ma per funzionare su vasta scala ciò richiederebbe vaste quantità di terreno.

Lo scopo è dunque quello di catalizzare l’entusiasmo globale per portare a zero il livello di carbonio ripristinando gli ecosistemi. Si tratta dello strumento più sottovalutato e sottofinanziato per la mitigazione del clima.