Il problema delle microplastiche diffuse nell’acqua del mare è davvero di grande portata. È uno di quei fenomeni dell’inquinamento contro il quale le associazioni ambientaliste stanno lottando da tempo. Ora si potrebbe contare su un’arma in più per risolvere la questione. Si tratta di Seabin, che è stato definito come una sorta di “pattumiera di mare”.

Che cosa fa il dispositivo Seabin per pulire l’acqua

Già alcuni di questi dispositivi sono stati collocati in alcune zone italiane. La prima area a beneficiarne è stata quella di Cattolica, poi l’area marittima di Fiumicino e fra qualche mese il prossimo dispositivo sarà collocato a Sorrento.

Il progetto nasce da un’iniziativa promossa da Lifegate per sfruttare questi apparecchi di invenzione australiana. I Seabin, dopo essere immersi nell’acqua del mare, sono in grado di catturare 500 kg di microplastiche, che corrispondono a 1,5 kg al giorno comprensivi anche di altri rifiuti comuni che si trovano sospesi nell’acqua.

Il vento e la correnti marine riescono a convogliare i rifiuti all’interno del dispositivo, che riesce a trattare 25.000 litri di acqua al giorno.

Le dichiarazioni di soddisfazione degli ambientalisti

Con le microplastiche raccolte Lifegate si impegna a portare avanti un’opera di sostenibilità ambientale attraverso il riciclo. Infatti la plastica eliminata dall’acqua del mare verrà utilizzata per produrre oggetti di uso comune.

Lifegate si dichiara molto soddisfatta per questo intervento, così come soddisfazione esprime l’impresa multinazionale che ha varato un apposito progetto per ripulire le acque marine.

I dati raccolti tra l’altro saranno molto utili per comprendere fino in fondo e con più precisione gli effetti che l’inquinamento ha sugli ecosistemi.