La mobilità condivisa arriva sempre più a conquiste importanti. Possiamo dire che con i mezzi più diffusi della sharing mobility ormai il volto delle nostre città sta cominciando a cambiare, come rivelano anche i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, dati che si riferiscono in particolare all’anno 2020. I centri di ricerca e le amministrazioni cittadine che fanno parte dell’osservatorio hanno messo in evidenza alcune questioni molto interessanti.

Il monopattino condiviso il mezzo più diffuso

Probabilmente sarà legato anche all’avvento della pandemia, ma è chiaro che per esempio uno dei maggiori servizi presenti nelle città è quello che riguarda la condivisione del monopattino. L’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility ha fatto luce sui dati che riguardano proprio la condivisione del monopattino, che nel giro di pochi mesi sembrerebbe essere diventato il servizio più diffuso in Italia, specialmente nelle città del Sud.

Gli esperti mettono in evidenza che nel 2020 i chilometri percorsi in monopattino sono stati 14,4 milioni e proprio nel 2020 i noleggi di monopattino sono cresciuti molto rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 7,4 milioni.

La sharing mobility ha avuto delle conseguenze a discapito di altri servizi di mobilità, come per esempio il servizio ferroviario regionale o i trasporti aerei, che sono calati.

Mancano le infrastrutture per i monopattini

Il rapporto è stato molto chiaro, evidenziando come si dovrebbe puntare molto di più sulla mobilità condivisa, anche perché in molte città mancano le infrastrutture specifiche dedicate ad alcune tipologie di mezzi di trasporto, come appunto i monopattini. Questi ultimi hanno rappresentato i veicoli più operativi sulle strade proprio al tempo della pandemia.