L’Australian Institute of Marine Science ha lanciato un vero e proprio allarme in relazione alla situazione della Grande Barriera Corallina. Ci sarebbe il rischio di uno sbiancamento dei coralli, che sarebbe determinato dalle temperature più alte dell’oceano. Nel corso delle ultime settimane in particolare si sarebbe registrato un incremento delle temperature notevole, che sono passate da 1,0 a 2,5 gradi. La minaccia, secondo quanto dichiarato dagli esperti, sarebbe evidente.

Le dichiarazioni dell’oceanografo

Le dichiarazioni arrivano dall’oceanografo Craig Steinberg, il quale ha affermato che, se la situazione dovesse peggiorare o comunque dovesse continuare, i coralli potrebbero mostrare una condizione di stress molto particolare, che porterebbe ad un processo di sbiancamento.

Questa fase di sbiancamento dei coralli della Grande Barriera Corallina potrebbe mettere in pericolo la loro stessa esistenza, perché diminuirebbe la crescita dei coralli e aumenterebbero le possibilità dello sviluppo di ulteriori malattie.

Come viene effettuato il monitoraggio

Il monitoraggio viene effettuato tramite un’apposita rete di stazioni meteo, ma anche di satelliti che hanno l’obiettivo di controllare lo stato dei coralli della Grande Barriera Corallina. Sono presenti anche numerosi misuratori della temperatura: si tratta di 170 strumenti che sono stati diffusi lungo il percorso della barriera corallina.

Inoltre gli esperti si servono anche di uno strumento molto particolare, un robot per la misurazione della temperatura delle acque dell’oceano. Grazie all’aliante chiamato IMOS, si ottengono numerosi dettagli precisi, secondo quanto affermano gli esperti, sulle condizioni della temperatura e della luce, con l’obiettivo di studiare e monitorare proprio l’eventuale livello di sbiancamento dei coralli.