Con una decisione presa all’unanimità, la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, in nome e per conto del governo italiano, ha candidato il paesaggio vitivinicolo del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene come bene materiale patrimonio dell’umanità.

Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha firmato il dossier di candidatura così da permettere la valutazione per l’invio a Parigi. Per l’area veneta il processo di candidatura fu avviato già nel 2009 dall’allora ministro Zaia, e a quanto pare, la questione è ora stata ripresa in carico dal governo Gentiloni.

La Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, presieduta da Franco Bernabè, ha dato il suo parere favorevole affinché le colline del Prosecco vengano candidate come bene Unesco. Il motivo per cui c’è tanta euforia attorno all’ottenimento del logo Unesco, spiega il consigliere Pier Luigi Petrillo, «è perché un riconoscimento di questo tipo rappresenta un marchio di eccellenza e di unicità, ed è criterio di scelta di molti turisti».

Italia candida i paesaggi del Prosecco a patrimonio UnescoIn fondo, quelli sono luoghi nei quali regna «un equilibrio inscindibile tra uomo e territorio, rappresentato nelle tradizioni e nella letteratura novecentesca e nelle citazioni del suo paesaggio in diverse produzioni pittoriche dei maestri del Rinascimento Veneto». Di questo stesso parere il ministro Martina, secondo cui la candidatura del paesaggio vitivinicolo veneto «esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e di promuovere l’Italia nel mondo».

Antonio Osso