Centinaia di container persi in mare ogni anno provocano un peggioramento delle condizioni del mare peggiorate dalla scarsa manutenzione. Pur essendo una crescente minaccia alla vita marina, causa di inquinamento, questo problema viene spesso sottovalutato dall’industria. Nessuno sino ad ora aveva capito l’esigenza di un intervento urgente, oltre a un insieme più standardizzato di norme volte a disciplinare questo peculiare trasporto.

L’importanza del traffico dei container persi in mare

Il traffico di container è un fattore chiave per la globalizzazione. È requisito minimo ma delicato che supporta le relazioni commerciali di un Paese.

Negli ultimi decenni, il dibattito sui cambiamenti climatici e l’inquinamento marittimo all’interno dell’industria di settore è stato principalmente incentrato sulla necessità di ridurre le emissioni di CO2. Lo scopo era quello di passare a combustibili più puliti, più sostenibili. Ma un fattore che l’industria ha – forse volontariamente – ignorato è il ruolo che l’inquinamento dei container sta avendo sulla vita marina e sulle coste.

Una preoccupazione crescente aggravata dalla scarsa disponibilità di dati e da normative obsolete. Tuttavia, il problema è stato recentemente portato all’attenzione internazionale grazie a un rapporto dell’organizzazione no-profit francese Surfrider Foundation.

Con l’aumento della domanda e l’innalzamento delle temperature (causa di tempeste) il rischio di perdere container in mare cresce in maniera esponenziale. Rendendolo un problema enorme e irrisolto che, secondo il rapporto, l’industria e i governi nazionali non riescono ad affrontare.

I dati allarmanti

Come spiega la Surfrider Foundation, i dati raccolti sull’argomento – o, in alcuni casi, la loro mancanza – sono più che allarmanti e richiedono un intervento urgente da parte di agenzie internazionali, governi e tutto il genere umano.

Secondo gli esperti, le cifre aumenteranno perché il traffico dei container sta aumentando. Questo aumento del traffico porterà ad un aumento dei contenitori persi.

Detto questo, ci sono diverse norme approvate dalla Convenzione internazionale sulla responsabilità e il risarcimento dei danni in connessione con il trasporto di sostanze pericolose e nocive via mare, ma non sono ancora entrate in vigore.

Si aspettano infatti l’approvazione in molti Paesi e l’adesione alle stesse. Nel frattempo le associazioni ambientaliste sono fiduciose che questa convenzione possa aiutare l’inquinamento chimico a diminuire. In questo modo si avranno abbastanza denaro e strumenti per perseguire l’obiettivo di cambiamento.