In Uganda una foresta che si caratterizza come un vero e proprio paradiso di biodiversità sta rischiando di scomparire. Il tutto a causa dell’intervento sempre più massiccio da parte dell’uomo e in particolare delle piantagioni di canna da zucchero.

La sentenza dell’Alta Corte contro la foresta in Uganda

La foresta di cui stiamo parlando si chiama Bugoma. Di recente una sentenza dell’Alta Corte di Kampala ha autorizzato la distruzione di una parte dei 44.000 ettari di questa foresta, per dare il via all’autorizzazione di una società multinazionale che vuole impiantare delle coltivazioni di canna da zucchero.

A far vincere la società che vuole impiantare le piantagioni a danno della biodiversità è stato un cavillo burocratico di carattere prettamente legale. Infatti, secondo il giudice dell’Alta Corte di Kampala, il terreno che la società vuole utilizzare per le piantagioni si trova al di fuori dell’area più strettamente ritenuta protetta della foresta.

Già sono iniziati i lavori per la bonifica del terreno. Quell’area della foresta era presidiata dai militari e il giudice ha ordinato all’autorità forestale nazionale di sgomberare il terreno.

La reazione degli ambientalisti

Forte e dura è stata la reazione da parte degli ambientalisti, in particolare degli attivisti dell’associazione per la conservazione della foresta Bugoma. Gli ambientalisti si stanno battendo per cercare di conservare 900 ettari di un grande ambiente naturale.

La foresta di Bugoma infatti è un ambiente prettamente tropicale, che si trova sotto l’equatore. All’interno di questo habitat vivono scimpanzé e uccelli di grande rarità. Gli attivisti hanno dichiarato che si tratta di un ecosistema di importanza internazionale, che non può essere frazionato.