Legambiente ha presentato il rapporto Nevediversa, mettendo in evidenza che tra le Alpi e gli Appennini ci sono 348 impianti sportivi in sofferenza, un terzo dei quali è anche in dismissione. Questi impianti sportivi, nati per usufruire della neve, sarebbero diventati ormai inutili per l’avvicendarsi di inverni sempre più caldi.

Quali sono gli impianti sportivi sulla neve in sofferenza

Il rapporto Nevediversa di Legambiente insiste nel fornire dati molto precisi. In particolare sono state analizzate le strutture come impianti sportivi basati sulla presenza di neve che ormai non vengono più utilizzati.

Non solo alcune di queste strutture hanno avuto dei problemi burocratici, ma si configurano a volte come dei veri e propri ecomostri. Fra le strutture che appaiono ormai inutili, Legambiente cita alcune delle Marche, dell’Abruzzo, dove gli impianti sono chiusi da anni in seguito al terremoto che ha interessato queste zone.

In Sicilia nella località Piano Battaglia gli impianti sono chiusi per problemi burocratici. Poi ci sono stazioni presso località sciistiche dove ormai si ricorre soltanto all’utilizzo di neve artificiale, come per esempio per alcuni impianti nel Lazio. I problemi comunque non mancano nemmeno al Nord, come nelle regioni del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta.

Il riscaldamento globale ridisegna l’ecosistema delle montagne

Gli esperti di Legambiente affermano che molti di questi impianti sono diventati ormai inutili perché gli inverni si fanno sempre più caldi a causa del riscaldamento globale. Tutto ciò causa una diminuzione delle precipitazioni nevose in alcune località.

Tutto questo, secondo gli ambientalisti, dovrebbe portare a rivivere in modo diverso la montagna, sulla base di ecosistemi caratterizzati da nuovi equilibri.