Le misure relative alle chiusure e al lockdown imposto per far fronte all’epidemia di coronavirus nei mesi scorsi in diverse aree del pianeta hanno portato ad una riduzione dell’inquinamento in diverse zone del mondo. Un fenomeno che, secondo quanto afferma un nuovo studio sull’argomento, avrebbe avuto delle conseguenze in termini di riduzione della mortalità in alcune regioni del pianeta in cui l’inquinamento da molto tempo ha un impatto proprio sulla qualità della vita.

Diminuite le concentrazioni di particolato nell’atmosfera

Un’analisi che è stata effettuata da un team di ricerca dell’Università di Notre Dame, nell’Indiana, i cui risultati sono stati pubblicati su The Lancet Planetary Health, ha messo in evidenza alcuni risultati significativi.

Nello specifico in Cina sono diminuite del 29,7% le concentrazioni di particolato nell’atmosfera, mentre la diminuzione in Europa è stata pari al 17,1%. Ci riferiamo in particolare alle informazioni che sono state raccolte in riferimento al periodo dall’1 febbraio al 31 marzo per la Cina e dal 21 febbraio al 17 maggio per l’Europa, proprio i periodi di tempo che hanno riguardato la messa a punto del lockdown in numerosi Stati.

I risultati messi in evidenza dalla ricerca

Secondo quanto ha potuto rilevare lo studio in questione, in Cina sarebbero stati evitati 24.200 decessi prematuri legati proprio all’inquinamento dell’aria. Anche in Europa questa situazione avrebbe permesso una riduzione del numero di morti premature. Si tratta di 2.190 decessi che sono stati evitati, anche se le stime dicono che il tasso di mortalità legato all’infezione da coronavirus sia più alto rispetto a quello riscontrato in Cina.