Nelle Filippine sta procedendo il progetto Project: CORail, che sfrutta tutte le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale per proteggere i coralli. Una collaborazione tra varie aziende ha permesso di utilizzare telecamere intelligenti e sensori, in modo da monitorare sempre lo stato della barriera corallina.

Perché la tecnologia può garantire un monitoraggio migliore

Solitamente i tradizionali metodi di monitoraggio della barriera corallina vengono effettuati con le riprese e le foto scattate dai subacquei che si immergono nelle acque. Il problema è che questi tradizionali metodi possono presentare anche degli svantaggi.

Infatti i subacquei possono interferire con il comportamento delle specie marine, quindi possono influenzare notevolmente anche i dati che mettono a disposizione. Invece gli strumenti moderni della tecnologia possono avere un impatto minore sull’habitat sottomarino, consentendo di ottenere dati approfonditi e precisi.

Il lavoro nelle Filippine per monitorare i coralli

Negli abissi delle Filippine gli esperti hanno posizionato delle videocamere subacquee dotate di intelligenza artificiale. Il compito di questi strumenti è quello di rilevare la presenza di pesci e di fotografarli. Attraverso l’intelligenza artificiale si possono contare e si possono classificare anche le specie marine rintracciate.

Rapidamente poi tutte le informazioni vengono trasmesse in superficie e i ricercatori le elaborano per prendere decisioni importanti che riguardano la protezione della barriera corallina.

Gli esperti sottolineano i grandi vantaggi che tutto ciò che comporta, perché ad esempio con la disponibilità dei video in streaming si possono eseguire analisi in tempo reale, senza sconvolgere gli equilibri dell’ambiente su cui si basa l’ambiente sottomarino.