I rimedi casalinghi sono molteplici: tra essi spiccano sicuramente le erbe cicatrizzanti. Anche se le erbe sono state usate per centinaia di anni per guarire, gli scienziati stanno finalmente iniziando a confermare le capacità di queste piante per migliorare alcune salutari condizioni. Non a caso oggi la medicina tradizionale, in seguito a numerosi test scientifici, ha riconosciuto a molte erbe il potere medico, tra cui quello cicatrizzante. Tali erbe hanno non solo potere riepitelizzante (ovvero di rigenerare la pelle) ma producono anche collagene e sono in grado di mettere in atto l’angiogenesi, ovvero la rigenerazione dei vasi sanguigni.

Le erbe e altri rimedi naturali possono essere efficaci quanto i trattamenti tradizionali, spesso senza gli stessi effetti collaterali negativi. La natura dunque interviene per risolvere semplici problemi salutari, senza dover ricorrere ai farmaci. La mania di curare con rimedi a base di erbe proviene dalla cultura asiatica.

La pianta di aloe vera

Tra le prime piante cicatrizzanti abbiamo l’aloe vera. Si tratta di un beneficio per l’organismo, primo tra tutti la di chiusura di vecchie ferite. Un gel a base di aloe vera ha effetti antinfiammatori e ha al suo interno sostanze in grado di produrre fibroblasti. Sono cellule che quindi agevolano la cicatrizzazione della pelle dinanzi a delle ferite.

Le aloe hanno una gelatina che si usa al fine di effettuare impacchi sulla pelle, e chi non possiede una pianta può pure acquistare un gel da mettere sulla ferita. L’applicazione si deve fare circa un paio di volte al giorno. Tra le altre cose l’aloe vera ha tanti altri benefici a livello salutare ed estetico.

Il potere cicatrizzante dell’iperico

L’iperico possiede delle proprietà di cosmesi e cura della salute. Tra queste cure emerge anche la guarigione di ferite. La pianta viene usata solo nella parte dell’oleolito, ossia sostanza contenuta all’interno dei fiori.

La sua applicazione avviene direttamente sulla pelle, o meglio sulla cicatrice, per un totale di tre volte al giorno. In questo modo si riesce a stimolare la rigenerazione cellulare. Infatti nell’iperico sono contenuti i flavonoidi, ovvero sostanze che hanno un alto potere antinfiammatorio. Il consiglio tuttavia è di usare l’iperico solo se non ci si deve esporre al sole.

A cosa serve la centella asiatica

La centella asiatica rappresenta invece una pianta piena di sostanze benefiche. Tra questi elementi curativi ci sono i terpenoidi, validi aiuti per il benessere della pelle. Grazie a queste sostanze viene stimolata la produzione di collagene e la rigenerazione dei vasi sanguigni e della pelle.

La centella è una pianta che può essere usata anche come tintura madre. Circa la quantità, bastano all’incirca 30-50 gocce per due o tre volte al giorno. In alternativa si può usare un olio essenziale sotto forma di creme e gel da applicare sulla epidermide.

Borragine e rosa mosqueta

La borragine viene invece prodotta come olio, pieno di acido gamma linoleico. Quest’ultima sostanza viene fuori dalla pianta e rappresenta un valido aiuto per il nostro corpo ai fini della ricostruzione della pelle. Il suo potere rigeneratore emerge grazie anche alla sua azione antinfiammatoria. In tal senso, le gocce si devono applicare direttamente sulla cicatrice.

Inoltre, si può ricavare tutto l’estratto benefico della polpa di radice e delle foglie. Le gocce vengono versate sulla zona da trattare o utilizzate per la preparazione di un infuso con cui fare degli impacchi. In tal verso, bastano più o meno 50-100 grammi di pianta da mettere a bollitura in un litro di acqua.

La rosa mosqueta si usa anche come olio essenziale puro o diluito in olio di mandorle dolci: volendo, le gocce possono essere versate pure direttamente sulla pelle per un massaggio lenitivo. Questo olio presenta un’alta dose di acidi polinsaturi, ma pure di vitamina A, vitamina E e vitamina K.