Il 22 settembre è la data che segna l’equinozio d’autunno, l’evento astronomico che ci indica che è arrivata la fine dell’estate. Il clima è incerto, ma ci sono tutti i segnali evidenti che proprio in questa data sta cambiando qualcosa a livello stagionale. A livello pratico bisogna aspettare le 15:31 (in riferimento all’ora italiana) per vedere i raggi del sole diventare perpendicolari all’asse terrestre. Ci sono molti miti sull’equinozio d’autunno. Ricordiamone alcuni.

L’equinizio determina il giorno uguale alla notte?

Al di là di quanto possa suggerire la terminologia letterale dell’equinozio, non è esatto dire, secondo il mito comune, che l’equinozio è il momento in cui il giorno e la notte sono esattamente uguali.

Infatti, per le condizioni astronomiche che caratterizzano questo momento stagionale, l’intervallo di tempo in cui la Terra è illuminata dai raggi del sole è leggermente un po’ più lungo rispetto a quello in cui la Terra resta al buio.

La data in cui le durate del giorno e della notte si equivalgono è da rapportare a qualche giorno dopo l’equinozio.

Tutte le stagioni hanno la stessa durata?

Un’altra convinzione comune è quella che riguarda la durata delle stagioni. C’è una “piccola verità” nel fatto che le stagioni non abbiano tutte la stessa durata. Infatti spesso si ha l’impressione che l’estate duri un po’ di più rispetto alle altre stagioni.

Questa affermazione potrebbe essere esatta. Basti pensare al fatto che nel nostro emisfero boreale l’estate dura 93 giorni e 14 ore, l’inverno invece ha una durata di 89 giorni e 1 ora. Questo è dovuto ad un fatto astronomico rapportabile alla cosiddetta seconda legge di Keplero.