Nel 2015 gli investimenti energetici mondiali sono diminuiti dell’8%, toccando quota 1.800 miliardi di dollari (cifra che equivale al 2.4% del Prodotto Interno Lordo mondiale). L’anno prima gli investimenti in energia ammontavano invece a 2000 miliardi di dollari.

I minori investimenti effettuati nell’ultimo anno di rilevazione hanno riguardato però il petrolio e il gas, mentre le fonti rinnovabili hanno continuato a rappresentare un settore in espansione, un mercato robusto e in grado di attrarre fiducia sia da parte delle istituzioni pubbliche che da parte dei privati.

A fare la conta dei numeri nel comparto energetico è il World Energy Investment 2016, rapporto stilato di anno in anno dall’Agenzia Internazionale dell’Ambiente (Aie, organismo interno all’Ocse).

In particolare, nel 2015 gli investimenti fossili (quindi petrolio e gas) hanno rappresentato quasi la metà della spesa totale, mentre gli investimenti fatti sul fronte delle energie verdi si sono assetati intorno ai 290 miliardi di dollari (un quinto del totale). All’efficienza energetica sono state dedicate risorse per 220 miliardi (+6%), mentre il settore elettrico ha toccato la cifra record di 690 miliardi.

Ma chi sono stati i principali artefici di questi investimenti? Prima in classifica è la Cina con 315 miliardi di investimenti. Gli Stati Uniti scendono al secondo posto dopo tre anni di leadership (280 miliardi di investimenti), mentre l’Europa è terza con 187 miliardi di spesa.

Viviana Bottalico