Sarebbe un vero e proprio disastro ambientale quello avvenuto nella penisola russa della Kamchatka. In questo luogo, nelle spiagge della penisola, sono stati rintracciati tantissimi animali morti, ma non si conoscono ancora con precisione le cause. A parlare di questo problema è stata anche l’associazione ambientalista Greenpeace, anche attraverso dei messaggi sui social network, chiedendo un’indagine per l’accertamento delle cause.

Migliaia di animali trovati morti sulle spiagge

Le prime informazioni che sono state riportare riguardano la possibilità che gli animali siano morti a causa delle acque del mare inquinate. Sarebbero infatti stati riscontrati nell’acqua dei livelli alti, oltre il massimo consentito, di fenolo e idrocarburi.

Tra le ipotesi c’è la possibilità che l’inquinamento sia da rapportare ad una discarica. Secondo quanto spiegato da Greenpeace, un gruppo dell’associazione ambientalista si è recato proprio nella penisola russa in questione, per comprendere come sia la situazione reale.

Sarebbe stata osservata una schiuma di colore giallo sulla superficie dell’acqua del mare e inoltre il gruppo della famosa associazione ambientalista ha parlato anche di una certa opacità dell’acqua stessa.

Le sostanze inquinanti si muoverebbero anche in profondità

Secondo quanto hanno affermato i responsabili del team che si è recato in Kamchatka, le sostanze che determinano l’inquinamento del mare si muoverebbero anche in profondità e non solo sulla superficie dell’acqua.

La divisione russa di Greenpeace inoltre ha sottolineato che, in seguito alle verifiche effettuate dalle autorità del luogo, sarebbe stato riscontrato che l’acqua conterrebbe delle sostanze di tipo petrolifero in quantità corrispondente a quattro volte rispetto ai limiti consentiti. Il fenolo si sarebbe trovato in una concentrazione più alta di 2,5 volte rispetto al massimo consentito.