Tutti i più grandi amanti di orchidee sanno bene che per una buona crescita c’è bisogno di utilizzare il concime tipico di queste piante. La qual cosa vuol dire assicurarsi che il nostro fiore (o meglio le sue radici) abbia sempre i nutrienti necessari. Purtroppo in molti utilizzano il concime in modo sbagliato, pensando che l’uso di fertilizzanti sia un optional. Invece, l’orchidea va vista un po’ come un bambino da nutrire: più sono le sostanze benefiche che gli diamo, più cresce nel migliore dei modi. Ma come scegliere nel modo giusto il giusto concime orchidea? Vediamo insieme.

Poco concime, tanti nutrienti

La maggior parte delle varietà di orchidee crescono bene se vengono nutrite bene, purché ci sia moderazione con l’uso di concime. Infatti, a differenza di altre piante, le orchidee hanno bisogno di molto meno fertilizzante. Darne troppo alle radici è più dannoso di ciò che si pensa. Questo è il motivo per cui è molto importante non sovralimentare le orchidee, altrimenti tutto faremo fuorché mantenerle sane e felici.

Il segreto in fondo è quello di dare alle sostanze nutritive delle piante una forma tenue ma efficace. Per cui la regola è quella di concimare le orchidee con circa due dosi a settimana di acqua e piccole proporzioni settimanali di fertilizzante.

Si consiglia inoltre, circa una volta al mese, di innaffiare le orchidee senza fertilizzante. In questo modo aiuteremo la pianta a ripulirsi da eventuali minerali accumulati nel terreno e sul bulbo della radice, che possono causare danni se lasciati soli.

La concimazione delle orchidee tenute in casa

Per quanto concerne i vasi che teniamo in casa, le orchidee da interno dovrebbero essere fecondate solo durante la stagione di crescita attiva (quindi nei mesi estivi) e non durante il periodo invernale. In questo caso una soluzione delicata di fertilizzante liquido o in polvere può essere somministrata ogni due settimane.

Ricordiamo inoltre che, se posta in un ambiente naturale dell’orchidea, i nutrienti per il fiore si presentano sotto forma di escrementi di animali e materiali naturali in decomposizione, come le foglie. Sono disponibili solo in piccole quantità e spesso sono in acqua corrente o terreno umido.

Gli elementi di cui ha bisogno l’orchidea

Dare i fertilizzanti alle orchidee in dosi massicce vuol dire dunque sovraccaricare. Troppi elementi non fanno bene alla pianta e possono effettivamente provocare danni. Per quel che concerne gli elementi di cui ha bisogno la pianta, essi sono:

  • Calcio
  • Carbonio
  • Idrogeno
  • Fosforo
  • Potassio
  • Magnesio
  • Azoto
  • Ossigeno
  • Zolfo

Inoltre, le orchidee necessitano anche di micronutrienti. Questi includono ferro, cloro, boro, manganese, zinco e rame. Infine mai dimenticare che l’idrogeno, il carbonio e l’ossigeno provengono dall’ambiente naturale (acqua e aria) e quindi non è necessario che siano presenti nel fertilizzante che usiamo. Alcuni di questi micronutrienti poi sono presenti anche nell’acqua e nei terreni di impregnazione più naturali, specialmente se abbiamo optato per terreni dalle consistenze organiche.

I fertilizzanti liquidi

I fertilizzanti liquidi devono essere applicati dopo l’irrigazione delle orchidee. Per quanto riguarda il concime, dobbiamo ricordare di tenerlo lontano dagli pseudobulbi per impedire che si brucino. Come regola generale, quando si acquista qualsiasi tipo di concime orchidea, basta leggere l’etichetta.

I fertilizzanti per orchidee presentano infatti sulla loro etichetta non solo le specifiche dell’utilizzo, ma anche il loro contenuto, per insegnare al giardiniere provetto come far crescere sana la pianta.