Gli scienziati tedeschi e svizzeri hanno delle novità in tema di clima Artico. Hanno infatti rintracciato dei piccolissimi frammenti di microplastica e di gomma nella neve del mare fra le isole Svalbard e la Groenlandia. Si tratta di pezzi di plastica che hanno dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Si deduce che questi pezzettini di microplastiche sono riusciti ad arrivare nell’atmosfera.

Da cosa sono costituiti i pezzi di microplastica

Tutti i campioni di microplastica o di gomma sono stati raccolti durante alcune spedizioni che sono state compiute tra il 2015 e il 2017.

Gli esperti ne hanno trovati più di 10.000 per litro. Una scoperta che fa discutere, perché già anche precedenti ricerche avevano segnalato le modalità con cui questi materiali raggiungono il clima Artico.

I campioni di microplastica sono costituiti soprattutto da frammenti di vernice, da fibre sintetiche probabilmente e da piccolissimi pezzetti di pneumatici.

Gli stessi risultati hanno dato le analisi che sono state svolte su campioni di neve raccolti nelle Alpi svizzere e in diversi punti del territorio tedesco.

Le cause dell’inquinamento

I ricercatori suggeriscono che le microplastiche sono arrivate nella neve in seguito ai venti atmosferici e poi a causa delle precipitazioni. In realtà restano ancora da spiegare alcuni punti.

Ad esempio non si sa bene come arrivino a percorrere delle grandi distanze. È probabile che i pezzetti di plastica e di gomma ritrovati nel Mar Glaciale Artico arrivino non dalle aree densamente popolate e inquinate, ma direttamente dalle navi rompighiaccio.

Le conseguenze possono essere tante sul clima Artico. In particolare gli effetti negativi si riscontrerebbero soprattutto nell’acqua e nell’aria in collegamento con la salute delle persone e degli animali che entrano in contatto con questi frammenti artificiali.

Soprattutto i maggiori danni si riscontrerebbero nel fatto che gli animali marini li ingeriscono e fanno in modo che queste microplastiche finiscano a far parte della catena alimentare.