I rischi negativi del cambiamento climatico stanno avendo i propri effetti anche nell’area del Terzo Polo, che fino ad ora non aveva mostrato i segni di una condizione che ha ormai occupato parte dell’opinione pubblica e dell’informazione quotidiana. Si parla, ancora una volta, di segni riguardanti l’indiscutibile impatto umano in quella che è considerata la terza zona al mondo per numero di ghiacciai e zone innevate; i rischi riguardano non soltanto lo scioglimento dei ghiacciai, così come si teme per i due Poli, ma anche uno squilibrio delle zone idriche, che potrebbe avere una ripercussione negativa sulla popolazione della zona.

Che cos’è il Terzo Polo e perchè il cambiamento climatico lo minaccia

L’area del Terzo Polo è considerata una zona importantissima per la regione dell’Asia in cui è situata, ma non solo: per risorse idriche, ghiacciai e zone innevate è una zona importantissima per tutto il globo terracqueo, così come lo sono i due Poli il cui cambiamento strutturale è indicato come la principale conseguenza del cambiamento climatico.

In effetti, l’area dell’Altopiano del Qinghai-Tibet (comprensiva anche delle regioni circostanti, come quella dell’Himalaya) è chiamata Terzo Polo non a caso: il gran numero di ghiacciai e zone innevate è secondo, in tutto il mondo, soltanto al Polo Nord e Sud. Non solo: la regione è anche sorgente di 10 tra i principali fiumi asiatici, come il Fiume Azzurro, il Fiume Giallo, l’Indo e il Yarlung Zangbo.

La minaccia del cambiamento climatico è la stessa che si può evidenziare ai due Poli, con gli effetti che rischiano di essere particolarmente negativi non soltanto per la regione stessa, ma anche per chi ci vive; gli scienziati hanno, infatti, evidenziato che le temperature in quella regione sono aumentate in modo anomalo, determinando un rapido processo di scioglimento dei ghiacciai, che avrà effetto sulle risorse idriche della popolazione asiatica, oltre che sulla sicurezza della stessa.

Il workshop organizzato a Pechino con scienziati di tutto il mondo

Per far fronte a quella che è considerabile come una vera e propria emergenza, è stato organizzato un workshop a Pechino, che vedrà la presenza di scienziati provenienti da tutto il mondo e in grado di delineare un piano per far fronte alla situazione di rischio. Tra quelli presenti, ci saranno scienziati di Germania, Stati Uniti, Svezia e Nepal, che potranno offrire le proprie osservazioni e illustrare le metodologie da seguire per scongiurare una vera e propria catastrofe.

Il workshop, che si terrà a Pechino, è stato organizzato da due programmi: Third Pole Environment (TPE) e Pan-Third Pole Environment Change Study for a Green Silk Road (Pan-TPE). Il presidente del primo dei due, Yao Tandong, ha spiegato le finalità del workshop: “La regione è vulnerabile ai cambiamenti ambientali globali. Ciò di cui discutiamo sarà cruciale non solo per la comunità scientifica, ma anche per la società nel suo insieme“.