Nelle scuole di almeno 40 Paesi, gli studenti sono scesi in campo, abbandonano le loro classi per un momento. Lo scorso venerdì 15 marzo i ragazzi hanno infatti partecipato a quelli che sono diventati noti come “scioperi della scuola” contro il peggioramento del cambiamento climatico. Sulla scorta del movimento creatosi dalla studentessa Greta Thunberg, si conta che il numero dei Paesi che hanno aderito allo sciopero di venerdì sia molto più alto; i bambini di 72 Paesi si sono impegnati a partecipare sfilando per le strade della città.

Da dove è nato lo sciopero

Il movimento per lo sciopero scolastico è stato ispirato dall’adolescente svedese Greta Thunberg, che ogni venerdì, a partire dallo scorso mese di agosto, ha evitato di andare a scuola per stare fuori dal palazzo del parlamento svedese a chiedere che il suo Paese aderisca all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Gli studenti hanno già sfilato di fronte al ministero dell’Ecologia a Parigi, in Francia, durante uno sciopero scolastico per un’azione sul clima già lo scorso 15 febbraio 2019. Mentre gli scolari di altre scuole e di altri Paesi hanno deciso di organizzarsi e unirsi alla causa con scioperi propri. Ecco dunque che lo sciopero di venerdì è stato la manifestazione più grande e più internazionale di sempre. Anche l’Italia si è unita solidale alla causa per un mondo futuro ecologicamente migliore di oggi.

I discorsi di Greta Thunberg

Lasciano davvero di stucco i discorsi della quindicenne Greta che ha condannato i leader globali per i loro decenni di inattività sul cambiamento climatico. In una particolare occasione la giovane ha detto “parlate solo di una crescita economica eterna e verde perché avete troppa paura di dedicarvi ad altro. Parlate solo di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno portato in questo terribile guaio climatico, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi, eppure in una rovinosa situazione del genere ci lascerete i vostri figli”.

Nello stesso discorso ha sottolineato che il cambiamento climatico è, in definitiva, un problema per i bambini, poiché la sua generazione affronterà le conseguenze dell’inazione. I figli di tutti vivranno le terribili conseguenze degli errori di oggi.