Il bonsai ginseng è una superba pianta da interno che è molto apprezzata per il suo magnifico tronco di radice e il suo fogliame molto ornamentale. Le foglie crescono direttamente dalla grande radice, producendo un effetto sorprendente. È facile da curare e semplice è anche il suo mantenimento.

Come prendersi cura del bonsai ginseng

Sebbene sia facile da curare, il ginseng a bonsai richiede comunque un po’ di attenzione per dargli tutte le possibilità di sopravvivere per un lungo periodo e in condizioni di crescita adeguate.

È un piccolo alberello che apprezza il calore dal momento che di solito lo si tiene al chiuso negli appartamenti e nelle case. La temperatura ideale per tenerlo in vita va da 15 a 25 °C. Ama avere una buona luce ma non la luce diretta del sole. Non regge più di tanto alle folate di vento né alle variazioni brutali della temperatura.

La primavera e l’autunno o l’autunno sono ideali per rinvasare il ginseng bonsai in quanto gli consentono di vegetare ovvero di favorire la crescita di foglie e radici .

L’innaffiatura del bonsai ginseng

Il ginseng a mo’ di bonsai non richiede un’abbondante presenza d’acqua e non deve essere troppo spesso inumidito. Gli va data l’acqua solo quando la superficie del terreno è veramente asciutta.

In estate, è spesso utile intervenire qualche volta in più con l’acqua, soprattutto se il vaso si tiene all’aperto. Ricordiamo inoltre che si tratta di un alberello che non ama l’acqua stagnante. Per cui, meglio svuotare il piattino dopo averlo innaffiato. Bisogna poi tenere le sue foglie pulite usando uno straccio o un tovagliolo di carta umido.

Il ginseng a bonsai vive bene se l’umidità dell’aria è alta. Per cui si consiglia di inumidire se possibile le foglie di frequente con acqua dolce, soprattutto in inverno.

La potatura

Se vogliamo cercare di mantenere la sua forma piccola, il bonsai ginseng (ma in genere vale per ogni tipo di bonsai) va potato regolarmente.

Ritagliare quindi le nuove crescite man mano che appaiono per provare a mantenere la forma originale o per farla evolvere nella forma che desideriamo, purché nelle piccole dimensioni. Questo vuol dire che bisogna tagliare gli eccessi della crescita invernale in primavera e, se lo si tiene all’esterno, ricordarsi di sradicare i nuovi rametti non appena appaiono.

Una buona regola empirica consiste nell’attendere da 8 a 10 nuove foglie formatesi per rimuoverne la metà. Questa pratica consentirà la crescita di nuovi rami e porterà a germogliare l’intera composizione, mentre il fogliame diventerà più denso e bello.

Malattie e parassiti del bonsai ginseng

Spesso potremmo notare che il nostro piccolo bonsai perde le foglie. Cosa vuol dire? Può darsi che il piccolo alberello di ginseng sia stato semplicemente innaffiato troppo o forse che manchi di umidità o luce circostante. O ancora che sia posto in un luogo pieno di correnti d’aria. Ragion per cui bisogna assicurarsi di annaffiare solo quando il terreno è asciutto.

Altro motivo: potrebbe essere poco illuminato. Questo vuol dire che dovremo controllare che la posizione della pianta corrisponda ai requisiti sopra descritti, molta luce ma nessun sole diretto di mezzogiorno.

Le foglie di ginseng infatti tendono a diventare gialle o a formare delle macchie. Questo è spesso causato da acari di ragno rosso. In questo caso si potrebbe trattare la pianta con dei pesticidi biologici venduti nei negozi di orticoltura. In questo modo avremo un metodo naturale ed efficace per combattere gli acari dei ragni rossi.

Se le foglie di ginseng mostrano macchie bianche che tendono ad essere appiccicose al tocco non c’è che una causa: la cocciniglia. Ricordiamoci che il ginseng è molto vulnerabile alle cocciniglie, soprattutto in ambienti chiusi.