Anche le api sono a rischio estinzione. Insieme all’oltre un milione di specie animali che rischiano di scomparire a causa dell’uomo o dei cambiamenti climatici, anche le api – di fondamentale importanza per la vita umana – data la loro attività, sono state annoverate tra quelle specie che sono attualmente a rischio. L’allarme è stato lanciato dall’IPBES e ha informato circa i pericoli causati dall’azione dell’uomo, in particolar modo quella dei pesticidi, che mettono a dura prova la vita degli insetti.

Api a rischio: il rapporto dell’IPBES

L’Intergovernamental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU, conosciuto attraverso la sigla di IPBES, ha pubblicato un rapporto piuttosto spaventoso, che mette in guardia l’uomo circa i rischi della sua azione continua e reiterata.

Attraverso la sua attività, che ha causato irrimediabilmente – secondo altri studi condotti in passato – i cambiamenti climatici e la distruzione di molti ambienti e habitat naturali, l’uomo ha messo a rischio la vita di numerosi esemplari del regno animale.

Sono più di un milione, nello specifico, le specie che si trovano attualmente a rischio estinzione: tra esse ci sono anche le api, la cui importanza per la vita dell’uomo – garantita attraverso l’attività di impollinazione – è fondamentale. In occasione della Giornata mondiale delle api, a Bucarest si è tenuta una riunione dei Ministri dell’Ambiente europei, di cui ha fatto parte anche Sergio Costa.

Le dichiarazioni di Sergio Costa, ministro dell’Ambiente italiano

Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente italiano, ha ribadito la necessità di cambiare radicalmente le tendenze di vita dell’uomo al fine di limitare l’impatto negativo e devastante sulla vita degli animali. Alla luce del rapporto IPBES, che ha informato l’uomo circa i rischi di estinzione delle api, Costa ha citato la massima secondo la quale la morte delle api porterebbe alla morte del genere umano in soli quattro anni.

Secondo quanto ha dichiarato il ministro, un intervento in tal senso è più che semplicemente necessario, dato che le conseguenze dell’impollinazione mancata ricadono sia sull’agricoltura che sull’ecosistema in generale.