Legambiente dà il via ad un progetto contro gli sprechi alimentari. Il problema riguarda soprattutto quegli scarti di frutta e verdura che vengono considerati tali perché non sono perfetti. Questa abitudine, attuata da molte catene alimentari, si conferma come piuttosto grave, portando a perdite fino a 16 miliardi di euro.

Legambiente si accorda per rimettere in commercio gli scarti

Legambiente, proprio per ovviare alla questione, si è accordata con la catena dei supermercati NaturaSì, in modo da poter rimettere in commercio quella frutta e quella verdura che vengono scartate perché non corrisponderebbero ai canoni tradizionali della perfezione fisica.

I prodotti che verrebbero rimessi in commercio avrebbero dei prezzi ridotti fino al 50%. Si tratta di prodotti ortofrutticoli che provengono da filiera biologica, ma che non aderiscono agli standard di mercato.

D’altronde bisogna comunque considerare che la produzione biologica, per sua stessa natura, è difficile che si assoggetti ai canoni proposti.

I risultati della FAO sugli sprechi alimentari

La FAO ha portato avanti una ricerca molto importante proprio sull’argomento, cercando di considerare a quanto ammontino gli sprechi alimentari per lo scarto di prodotti non ritenuti perfetti dal punto di vista fisico.

Secondo i dati che la FAO ha fornito, sia in Italia che nel resto d’Europa, il 21% degli sprechi di frutta e verdura avviene direttamente nei campi. Inoltre un altro problema molto grave sarebbe rappresentato dalle produzioni sempre più intensive che non fanno affatto bene all’ambiente.

Adesso il progetto che Legambiente ha siglato è stato testato per tutto il mese di maggio e i risultati sono stati molto incoraggianti.