Topi monogami e promiscui: la scoperta che svela un nuovo tassello dell’evoluzione

Una ricerca ha svelato l’origine biologica dei diversi comportamenti sessuali nei topi, con implicazioni anche per l’uomo.

Perché alcune specie scelgono un solo partner per la vita, mentre altre sembrano prediligere la varietà?

La scienza si interroga da decenni su questo enigma. Un dubbio che doveva essere risolto assolutamente.

L’amore, la fedeltà, la cura dei figli: sono davvero solo frutto di emozioni e contesto sociale o nascondono un’origine più profonda?

Un recente studio sembra offrire risposte sorprendenti, aprendo nuove prospettive anche per la comprensione del comportamento umano.

Un enigma che parte dai topi: il mistero svelato

Osservare gli animali spesso significa guardare in uno specchio che riflette anche parte della nostra natura. I roditori rappresentano un esempio affascinante: alcune specie vivono in coppie stabili, altre si muovono in uno scenario completamente opposto, fatto di accoppiamenti multipli e promiscuità. Questa differenza, apparentemente casuale, ha incuriosito biologi ed evoluzionisti per oltre un secolo.

Le ricerche precedenti avevano già mostrato come due specie molto simili potessero avere comportamenti opposti. Da una parte, piccoli mammiferi capaci di restare fedeli allo stesso partner fino alla fine della vita. Dall’altra, animali che da una sola cucciolata potevano generare figli con padri diversi. La somiglianza anatomica non bastava a spiegare una divergenza così radicale, ma la biologia molecolare e le nuove tecnologie di analisi hanno permesso di spingersi più a fondo.

Topi monogami o promiscui
Topi monogami o promiscui? (Canva) Newsecologia.it

La “zona inaudita”: un nuovo tipo di cellula svela il mistero

Il passo decisivo è arrivato grazie a un gruppo di scienziati dello Zuckerman Institute della Columbia University, che ha analizzato le ghiandole surrenali di due specie di topi: il topo costiero, monogamo, e il topo-cervo, notoriamente promiscuo. È qui che è stata individuata una sorprendente differenza: nei topi fedeli al partner esiste una quarta zona delle surrenali, mai osservata prima in altri animali, ribattezzata “zona inaudita”. Questa nuova regione ospita cellule capaci di produrre un ormone poco conosciuto, il 20⍺-OHP, già presente anche negli esseri umani. I ricercatori hanno dimostrato che l’aumento di questo ormone favorisce comportamenti di cura parentale persino nei topi promiscui, inducendoli ad accudire i cuccioli e riportarli al nido. Una scoperta che getta luce non solo sull’evoluzione di queste specie, ma anche sul ruolo che la biologia gioca nella genitorialità umana.

Il gene Akr1c18, molto più attivo nei topi monogami, sembra avere un ruolo chiave nella produzione dell’ormone. E poiché il 20⍺-OHP è correlato a molecole già utilizzate in ambito clinico, come l’allopregnanolone per la cura della depressione post-partum, la scoperta apre scenari inediti per la medicina. In appena 20.000 anni di evoluzione, un nuovo tipo di cellula ha contribuito a trasformare il modo in cui una specie si prende cura della propria prole. E forse, studi futuri mostreranno che anche nell’essere umano l’amore e la genitorialità non sono soltanto questione di cuore, ma anche di biologia.