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Iniquità dell’inquinamento: lo studio dei ricercatori spiega cos’è

La scienza e la salute umana vanno spesso di pari passo, con l’aggravante che ci sono persone e luoghi che molto più di altri vivono giorno dopo giorno una maggiore esposizione all’inquinamento. Un nuovo studio su questo esatto problema ha posto un grosso quanto grave quesito, ovvero quale sia l’iniquità dell’inquinamento.

L’inquinamento e l’impatto sul mondo

Il mondo che abbiamo costruito si compone di una vasta rete di relazioni, in cui le azioni da un luogo o da una persona subiscono dei gravi impatti che al contempo sono assolutamente osservabili da una moltitudine di punti di vista. Motivo per cui studiare queste relazioni può essere un momento teorico e riflessivo troppo complesso e di gran lunga impegnativo, ma conoscere queste relazioni ha un valore inestimabile per il nostro mondo in continua crescita e evoluzione. Soprattutto ai fini di stabilire i livelli di iniquità dell’inquinamento.

Un team di ricercatori ha da poco pubblicato dei risultati sulle differenze tra i gruppi socio-economici che sono sottoposti ad un maggiore livello di inquinamento atmosferico rispetto a quelli che causano più inquinamento atmosferico. Una relazione questa che è stata definita “disuguaglianza dell’inquinamento”.

Questo importante studio è cominciato sulla particella inquinante detta per abbreviazione PM 2.5, che sta per Particulate Matter di 2,5 micrometri o più piccolo. Si tratta dell’insieme di polveri e ceneri provenienti dai tubi di scappamento dell’automobile. Ora la grande domanda è vedere chi sta causando questo inquinamento e chi lo sta vivendo di più.

Lo studio e l’esito della ricerca

Grazie a questo studio i ricercatori hanno catalogato le industrie che provocano un inquinamento da PM 2.5, le regioni e le popolazioni maggiormente colpite da questo inquinamento e la base di imprenditori che guida il timone di queste industrie.

I loro dati suggeriscono che le popolazioni più povere di tutta la nazione, quelle cioè in cui vi è un’alta concentrazione di cittadini ispanici e afroamericani, sono esposte in modo sproporzionato al PM 2.5, mentre le abitudini di consumo dei cittadini bianchi più ricchi sono quelle che provocano la stragrande maggioranza del PM 2.5 inquinamento.

Poiché il 63% di tutti i decessi causati da stress ambientali e il 3% di tutti gli incidenti mortali nel mondo sono provocati dall’esposizione frequente di PM 2.5, gli scienziati sperano che questo studio incoraggi il dialogo tra cittadini, sviluppatori, pianificatori e funzionari eletti su come comprendere e affrontare ulteriormente questi problemi di equità dell’inquinamento a livello internazionale.

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Redazione